Rossella Tamburini a Settembre vi invita a Pavia

Rossella Tamburini a Settembre vi invita a Pavia

E anche settembre è arrivato, ma se voi come me non avete ancora voglia di ritornare alla solita routine casa-famiglia-lavoro, perché non mi accompagnate alla scoperta di qualche città italiana?

La città che ho scelto per settembre è Pavia, in Lombardia, a circa 40 km da Milano, facilmente raggiungibile in treno.

Periodo ideale settembre per visitarla, giusto per non essere mangiati vivi dalle zanzare!

Il tour che vi voglio presentare, non è il solito noioso tour con elenchi di monumenti e stranoiose ricostruzioni storiche….io voglio parlarvi delle leggende o delle curiosità che ruotano attorno ai monumenti più importanti di Pavia.

Siete pronti?

E allora forza fate lo zaino e seguitemi, a proposito per sicurezza non dimenticate lo spray per le zanzare!

pavia Basilica San Michele

Vi propongo una breve gita di un giorno.

Appena giunti a Pavia non potete non ammirare il suo bellissimo Ponte Coperto. Qual è la sua leggenda?

Si narra che nell’anno 999 molti pellegrini volevano recarsi alla messa di mezzanotte in città, ma per la fitta nebbia, le barche non potevano effettuare il tragitto. All’improvviso arrivò un uomo vestito di rosso, che promise di costruire immediatamente un ponte in cambio dell’anima del primo passante. L’uomo era il diavolo e solo l’Arcangelo Michele, accorso dalla chiesa poco distante, lo riconobbe; finse di accettare il patto e quando il ponte fu costruito, fece passare per primo un caprone.

Quindi se lo attraversate, attenzione, tenetevi ben stretta l’anima!

Ora risalite Strada Nuova, proprio di fronte al Ponte coperto e godetevi i suoi negozi e le sue innumerevoli gelaterie e pasticcerie, alcune moderne e altre di vecchia tradizione. Se non avete fatto ancora colazione, direi che sia l’occasione giusta.

Alzate gli occhi anche al cielo e ammirate le facciate delle case che costeggiano Strada Nuova.

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Arrivati all’incrocio con via Capsoni, girate a destra per raggiungere la Basilica di San Michele.

La curiosità che vi voglio narrare di questa chiesa è che nella navata centrale, sul pavimento trovate cinque cerchi di marmo. Quello bianco centrale riporta una scritta in latino in cui si ricorda che in quel punto veniva incoronato il re con la “corona ferrea”.

Indovinate un po’? Secondo la tradizione la corona di ferro fu realizzata con un chiodo della croce di Cristo, donato da papa Gregorio alla regina Teodolinda che diede ordine di fabbricare la corona e vi inserì un cerchio di ferro ricavato dalla fusione del chiodo.

Dopo aver visitato la chiesa e le sue meraviglie interne, ritorna verso Strada Nuova imboccando corso Garibaldi (parallelo a via Capsoni, da cui siete arrivati).

E’ ora di assaggiare la cioccolata migliore di Pavia, la troverete in Corso Garibaldi n. 15.

Dopo una leccata di baffi, ripercorrete via Capsoni, attraversateStrada Nuova e proseguite in via Maffi in direzione della Basilica di San Teodoro.

 

basilica San Teodoro Pavia
pavia

San Teodoro è famosa per i suoi numerosi e importanti affreschi. I più famosi sono a sinistra della porta d’ingresso. Cercate la macchinetta per far accendere l’illuminazione e leggete la storia di questo strano ex voto realizzato per ricordare la liberazione della città dall’assedio dell’esercito francese nel 1522. Parliamo di un affresco, mvoi ne vedete due. 

Perché?
Osservate bene l’affresco, vedrete che è incompiuto.

Come mai? 

Sì narra che l’autore avesse ricoperto con nuovo intonaco la sua opera dipingendoci sopra una seconda veduta più corretta, come quella che ora vedete collocata a sinistra. Ci si accorse di questa particolarità nel restauro del 1956. Pensate allo stupore dei restauratori quando si accorsero che sotto c’era un’altra veduta. Con grande attenzione allora fu staccato il dipinto di sopra e collocato alla sinistra dell’altro. Queste vedute rappresentano un documento importantissimo per gli studiosi, fotografando la città di Pavia del 500. 

Uscite ora dalla Basilica di San Teodorosvoltate ora sinistra in via Gatti e percorretela fino a Piazza Cavagneria. La piazza è collegata al mercato sotterraneo di Piazza Grande che si raggiunge attraverso un piccolo corridoio.

Sotto i portici trovate una grande libreria, qui potetecuriosare tra libri o anche semplicemente riposarvi un po’. 

 

pavia palazzo Del Broletto

Dando le spalle ai Portici della piazza avete di fronte una costruzione alta e possente, si chiama il Broletto. È un palazzo comunale del Medioevo. 

Proseguendo arrivate nella piazza del Duomo. Sul lato della piazza vedete la statua del Regisole. La scultura originale fu distrutta nel 1796 dai Giacobini Pavesi perché ritenuta simbolo del potere assoluto che la Rivoluzione francese combatteva. 

 

pavia

Spostatevi ora verso la scalinata del Duomo sulla sinistra in una zona recintata ci sono i resti della Torre Civica del XI secolo. Il 17 marzo 1989 alle 8: 55 un terribile boato: la torre crollò uccidendo 4 persone e ferendone 15.

Ora Entrate nel Duomo e ammiratene lo splendore.
Direi che si è fatta ora di pranzo Quindi uscite dal Duomo dalla porta del transetto Nord sul fondo a sinistra e dirigetevi verso Piazza Vittoria che pavesi chiamano ancora Piazza Grande. Qui troverete sicuramente dei graziosi ristorantini dove pranzare, ma risparmiatevi un piccolo posto per il dolce. Io vi consiglio di assaggiare il risotto, come lo fanno a Pavia non lo fanno da nessun’altra parte!

Dopo il pranzo se volete assaggiare la delizia più delizia di Pavia non dovete fare altro che andare alla pasticceria Vigoni. Proseguite avanti sempre su Strada Nuova. Nella pasticceria Vigoni potrete gustare la torta Paradiso o torta Vigoni.

Lo sapete perché si chiama torta Paradiso? Sì narra che il pasticcere arrivato finalmente dopo tanti tentativi a un risultato soddisfacente fece assaggiare la torta ad una nobildonna che esclamò: questa torta è un Paradiso!

pavia
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Dopo esservi rifocillati e riposati direi di proseguire lungo Strada Nuova in direzione del Castello Visconteo per andare a visitare i suoi Musei civici.

E così si conclude il nostro tour nella bellissima città di Pavia, quelli indicati da me sono solo alcune delle meraviglie che cela questa incantevole città.

A proposito com’è nata Pavia?

Un’antica leggenda narra che Pavia fu fondata da tribù di nomadi che scendendo dalle montagne del Nord si erano fermati sulle sponde del Ticino. Qui avevano trovato un territorio accogliente e un fiume ricco di pesci scorreva in una pianura boscosa e salubre. Il capo della tribù scese lungo il fiume insieme alla figlia per scegliere il luogo dove costruire le capanne. La giovane liberò una colomba che dopo alcuni giri si posò su una quercia sulla riva sinistra e li iniziò a fare il nido. Era il segno che luogo era adatto all’insediamento.

A proposito, lo sapete che Pavia è famosa per essere stata una città eroica? Nel 568 Pavia fu l’unica città che si appose all’assedio, per bene 3 anni, dei Longobardi, rallentandone la discesa in Italia. Sì narra che Alboino, re dei Longobardi,volendo porre fine all’ estenuante assedio propose unaccordo ai pavesi se si fossero arresi.

Sarebbero stati salvi e liberi!

Questi ridotti alla fame accettarono. In realtà il re aveva fatto voto solenne di uccidere tutti gli abitanti della città, l’unica che aveva osato resistergli. Così dopo la cerimonia della resa e la firma della Pace, Alboino si avvicinò alla porta della città dove lo attendeva la popolazione lacera eaffamata. Senza nessuna pietà ordinò che tutti fossero trucidati e la città fosse rasa al suolo. Ma in quell’istante il suo cavallo si stese a terra e nonostante  le sferzate non riuscì a farlo rialzare. Gli uomini del suo seguito, vedendone un cattivo presagio, pregarono allora il re di ritirare l’ordine e di avere pietà dei cittadini Pavesi. Alboino acconsenti e solo allora il cavallo si rialzò da terra. 

Sì narra anche che proprio in questa occasione per placare il vincitore un fornaio gli porse un dolce a forma di Colomba preparato per l’indomani giorno di Pasqua, nacque così un dolce famoso quasi quanto il panettone milanese.

Al prossimo tour.

rossella tamburini

Rossella Tamburini

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